Utero in Anima – Recensione di Patrizia Belleri

Utero in anima è “un taccuino di appunti e riflessioni”  sul tema della gravidanza surrogata e già nel titolo promette un approccio pacato a un argomento molto controverso.

Le Analiste junghiane Valeria Bianchi Mian, Silvana Graziella Ceresa e Simonetta Putti – voci  fuori dal coro nel baillame di “verità” urlate e povere di chiaroscuri – affrontano l’argomento in ottica multidisciplinare, con mente aperta e scevra di pregiudizi.

Per approfondirne gli aspetti hanno preso in esame le opinioni sull’argomento diffuse dai principali mezzi di informazione.

L’analisi ha riguardato l’anno 2015 e sono stati presi in considerazione i giornali cartacei, i social network, la televisione e la radio. Particolare attenzione è stata riservata alle discussioni su Facebook da parte dei colleghi e delle persone a vario titolo interessate all’argomento.

Man mano che leggevano e riflettono tra loro, le Autrici andavano elaborando le loro personali opinioni, cercando di mantenere una posizione il più possibile neutrale e apartitica, distante da posizioni radicali e intransigenti, o dettate dall’emotività.

E’ sorprendente – e le Autrici lo fanno notare con ironia – che

“non aver prontamente aderito ai diversi ‘partiti’ che andavano dispiegando le proprie armi di convinzione, l’aver esplicitato i concetti di cui sopra, l’averne richiesto la discussione possibilmente pacata e apartitica, ci ha paradossalmente esposte all’apposizione di svariate etichette, tra le quali ricordiamo (anche con un sorriso di inevitabile ironia) le più salienti: cattoliche, reazionarie, femministe, fasciste, omofobe… In totale diniego delle nostre costitutive individuali credenze e posizioni nel mondo.”

Quali aspetti vanno considerati, nel tentativo di cogliere tutte le implicazioni del fenomeno della Maternità surrogata, spesso sbrigativamente definita con la brutta espressione “utero in affitto”?

Lungi dal proporre  definizioni, o prescrizioni comportamentali, le Autrici cercano di enuclearne le problematiche più salienti e – necessariamente – ancora aperte. In altre parole, preferiscono porre – e porsi – domande, piuttosto che dare risposte.

Prendono in considerazione gli aspetti psicologici del “dono” da parte della madre surrogata e le dinamiche messe in atto da questo atipico donare.

Non trascurano le ricadute etiche e biologiche legate alla medicalizzazione di tale dono, con le pratiche non certo innocue che tale medicalizzazione comporta.

Anche il contesto sociale e culturale va preso in considerazione e le Autrici fanno notare come i progressi della scienza e i profondi mutamenti nei modi di vivere l’affettività e la sessualità hanno portato alla sensazione che tutto sia possibile:

“le rigide regole pre-sessantotto hanno ceduto spazio man mano a una liberalità che spesso è divenuta permissivismo e mancanza di limite: alla società che ha visto tramontare l’Edipo si è sostituita la società di Narciso.”

E i figli? Come osserva Francesco Montecchi nella prefazione, ciò che colpisce nelle discussioni sulla maternità surrogata è la sensazione di essere “spettatori di posizioni collettive contrapposte in una sorta di opposti integralismi, che poggiano su presupposti in cui è poco presente il bambino che dovrebbe nascere.”.

Che destino hanno i “figli surrogati”? E’ troppo presto per rispondere, osservano le Autrici. La ricerca sull’argomento è appena agli inizi e mancano, per ovvie ragioni, ricerche longitudinali che diano conto di come queste persone vivranno le fasi significative della loro esistenza e quale maternità e paternità sperimenteranno a loro volta.

Chiude il libro la gradevolissima e colta appendice di Erika Czako, medico e psicologa, “La profezia di Goethe”, un articolo già pubblicato nel 2000, a testimonianza del fatto che le nostre Autrici già da tempo analizzano con attenzione e preoccupazione le tematiche relative al progresso della scienza nel campo della fertilità.

Utero in anima non propone linee guida, ma chiavi di lettura e stimoli  alla riflessione. L’augurio è che le voci autorevoli delle Autrici mettano in guardia sulle facili e frettolose conclusioni e spingano a una riflessione profonda e pacata.

Dott.ssa Patrizia Belleri, psicologa e psicoterapeuta. e-mail: info@patriziabelleri.it