Nella vita emotiva vi è molto di relativo e poco di assoluto. Si può dire che la persona equilibrata dal punto di vista emotivo presenta una soddisfacente integrazione dei suoi impulsi istintivi e mostra una personalità adeguatamente armoniosa, vivendo in modo sereno la relazione con se stessa, con gli altri, con l’ambiente sociale. Questo è lo stato di benessere. Il benessere, tuttavia, non è uno stato sempre stabile: tutti – almeno in certe fasi della vita – hanno dei problemi, tutti presentano – almeno qualche volta – disagi, turbamenti e sofferenze emotive. In sintesi, l’equilibrio è difficile da definirsi: spesso la cosiddetta”normalità” sfuma impercettibilmente nella “nevrosi” ed in alcuni casi può sembrare che quest’ultima sconfini nella “psicosi”. La differenza riscontrabile tra le persone riguarda più la quantità che la qualità del disagio. Quando disagio e sofferenza non appaiono più come fasi transitorie ma diventano stato abituale , è opportuno prendersene cura, cercandone le cause e i motivi della persistenza insieme ad un esperto.

Nevrosi

Le nevrosi sono disturbi emotivi che colpiscono la struttura della personalità, senza comportare una perdita notevole del contatto con la realtà. In genere le capacità critiche e del pensiero sono mantenute. Il soggetto nevrotico, infatti, spesso riconosce che le emozioni ed i sentimenti sono sproporzionati agli stimoli esterni evidenti.

Psicosi

Le psicosi sono disturbi più gravi della vita emotiva e della integrazione della personalità e comportano una perdita del contatto con la realtà. In genere il pensiero, i sentimenti e il modo di agire sono al di fuori del normale. Le psicosi possono interferire in modo parziale o totale nella capacità di adattamento relazionale e sociale della persona.

Disturbi d’ansia

L’ansia è un “sistema di allarme” fisiologico ed utile alla sopravvivenza della specie. È comune esperienza umana sentirsi un poco ansiosi in prossimità di una prova o di un esame: entro certi limiti l’ansia permette di migliorare le proprie prestazioni, consentendo di utilizzare al meglio le risorse disponibili. Al contrario – quando quei limiti vengono superati – l’ansia può creare un effetto di blocco. I disturbi d’ansia sono molto diffusi, e possono assumere diverse forme che vanno dallo stato di tensione ansiosa all’attacco di panico ed alle fobie.

Fobia

La fobia è una paura non realistica, persistente, spesso ossessiva, inappropriata e irrazionale. Alcune fobie sono molto comuni e diffuse: per es. la claustrofobia, paura degli spazi chiusi; l’agorafobia, paura degli spazi aperti; la nictofobia, paura del buio.

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un attacco acuto di ansia che può mettere in crisi il mantenimento del consueto equilibrio della persona. Di solito l’attacco si verifica all’improvviso ed è caratterizzato da apprensione e paura: spesso si può avere la sensazione di una imminente calamità. In genere sono presenti sintomi fisici come palpitazione cardiaca e sudorazione; possono esserci sensazioni di soffocamento, vertigine, tremore.

Disturbi dell’Umore

L’umore è la capacità di provare sentimenti e di esprimere affettività nei confronti del mondo esterno: quando gli abituali assetti psichici vengono destabilizzati, il soggetto può cadere in una depressione o in una mania.

Mania

Tutti noi – nei momenti lieti della vita – possiamo sentirci euforici. Lo slancio, l’entusiasmo, la gioia sono parte costitutiva dell’esperienza umana. Ma c’è una gioiosità immotivata e slegata da cause reali che configura – in senso clinico – la mania. In questi casi l’umore può presentare eccitazione ed esaltazione, il pensiero, la parola ed a volte anche la motilità appaiono accelerati. Quando le fasi di mania si alternano a fasi di depressione si configura la depressione bipolare.

Depressione

Tutti noi – nelle evenienze critiche o di perdita – possiamo sentirci depressi. La tristezza, il sentirsi giù, il senso di vuoto e di inutilità fanno parte della comune esperienza. Attraverso queste fasi spesso raggiungiamo la riflessione, l’adattamento a situazioni difficili, la crescita interiore. Ma c’è una depressione che è grigiore e dolore sterile poiché si instaura senza un motivo oppure ha una causa precisa ma si inasprisce e perdura oltre ogni ragionevolezza. Non si riesce più a far fronte come prima ai problemi anche semplici dell’esistenza.

Disturbi del comportamento alimentare

Un disturbo alimentare è un problema di origine emotiva. Le persone con un disturbo alimentare sono ossessionate da quanto pesano e dal cibo. I soggetti portatori di questo disturbo credono che saranno migliori se avranno il controllo assoluto sull’ingestione di cibo e sulla dimensione corporea. Le forme più note dei disturbi alimentari sono rappresentate dall’anoressia e dalla bulimia.

Anoressia

Il termine anoressia significa in senso letterale “perdita di appetito” ma in realtà il disturbo non comporta una perdita dell’appetito, bensì il rifiuto di mangiare. L’ elemento centrale è un’abnorme riduzione del peso corporeo rispetto all’età, all’altezza ed al sesso dell’individuo. I soggetti sofferenti di anoressia presentano inoltre un comportamento che tende a conservare la riduzione ponderale. Nelle donne può verificarsi la perdita dei cicli mestruali.

Bulimia

La bulimia si configura come l’esaltazione patologica della fame. I soggetti sofferenti di bulimia presentano ricorrenti episodi di abbuffate e non riescono a controllare il proprio comportamento alimentare. Le persone bulimiche – come anche le anoressiche – hanno una persistente ed eccessiva preoccupazione riguardante la forma ed il peso del corpo. Spesso questi soggetti ricorrono al vomito auto indotto e abusano di lassativi e diuretici nel tentativo di controllare l’aumento ponderale.

Disturbi di personalità

Il disturbo di personalità comporta l’esasperata accentuazione di un aspetto del carattere, che diviene prevalente. Per esempio, è esperienza diffusa incontrare il “pessimista” ovvero la persona che vede tutto nero, e si aspetta solo eventi negativi, il “paranoico” che sempre teme di essere imbrogliato dagli altri o il “mitomane” che continuamente racconta di essersi trovato nelle situazioni più strane e inconsuete. Le persone che hanno una alterazione del carattere non avvertono generalmente un disagio, non hanno coscienza della particolarità del proprio modo di pensare, soffrire, agire.

Schizofrenia

Con questo termine ci si riferisce a un gruppo di disturbi psichici che insorgono più frequentemente verso la fine dell’adolescenza o all’inizio della vita adulta. I sintomi della schizofrenia possono interessare tutte le funzioni che caratterizzano il comportamento, la cognizione e le emozioni della persona: la percezione, il pensiero, il linguaggio, la volontà, la creatività. La persona affetta da schizofrenia può presentare una modalità di esistenza caratterizzata dal ritirarsi dalla realtà, da disarmonia emotiva, comportamento regressivo e deterioramento affettivo.

Dipendenza

Condizione di incoercibile bisogno di un oggetto, sostanza (soprattutto farmaci, alcol, stupefacenti), riguardo ai quali si sia creata assuefazione e la cui mancanza provoca uno stato depressivo, di malessere e angoscia (dipendenza psichica), e talora turbe fisiche di intensità variabile, come nausea, dolori diffusi, contrazioni, etc. (dipendenza fisica)